Point of View

Una marcia in più

20/12/2019

SENIOR PARTNER
LIFE BANKER BNL - BNP PARIBAS | MILANO

Prendo in prestito la famosa frase “Stay hungry stay foolish”.

Essere affamata di conoscenza per me è una necessità sia personale che professionale, un movimento costante verso qualcosa che ancora non si conosce, ma che si desidera apprendere.

Sicuramente aver coltivato questa passione per la formazione – anche come docente ADA nella precedente esperienza lavorativa – mi ha aiutato nella professione di consulente patrimoniale, dove ho rielaborato lo “stay foolish” come “evolviti”, prova a fare qualcosa di nuovo, cogli nei mutamenti nuove opportunità di crescita.

Il mio obiettivo è quello di essere una persona di fiducia al fianco del cliente nel tempo per costruire e prendersi cura dei suoi progetti di vita, adottando un approccio distintivo che coniughi consulenza evoluta e visione d’insieme al fine di proteggere il suo patrimonio globale.

Inevitabile quindi occuparsi non solo di investimenti finanziari, ma anche di Family Protection, Real Estate, senza trascurare gli aspetti fiscali. Un’evoluzione del ruolo obbligatoria per chi come me vuole porre attenzione ai bisogni e agli obiettivi della persona e della famiglia che ha di fronte, focalizzandosi sul servizio e non sul prodotto, prendendosi cura di tutti gli asset che compongono il patrimonio, coerentemente con la filosofia di “protezione della ricchezza globale”.

Questo non vuol dire diventare un “tuttologo”, ma essere la figura di riferimento che affianca il cliente, aiutandolo ad avere un approccio costruttivo e coerente con i suoi desideri e le sue esigenze, e che interagisce e collabora con altri esperti e professionisti.

All’inizio non è stato semplice far passare la mia preparazione professionale. Di “denaro” parlavano solo gli uomini con altri uomini, una sorta di necessario rispecchiamento di genere. Presto, però, ho imparato che se hai di fronte una famiglia, le decisioni le prendono anche le donne.

Parlare di pianificazione del patrimonio significa occuparsi, innanzitutto, della persona prima ancora che delle sue disponibilità. Questo è nel DNA di noi donne; inoltre, come mi disse un cliente qualche anno fa, “un consulente donna avrà in testa solo il mio benessere patrimoniale perché quando decide di fare una cosa la fa bene, è il suo obiettivo. Un uomo pensa a troppe cose e non si focalizza”. Ovviamente è il pensiero del mio cliente, nulla contro i colleghi.

Non è da trascurare, poi, la nostra longevità: i futuri clienti privati saranno donne che si relazioneranno con altre donne, nel mio lavoro porto i valori propri dell’essere donna.

Mi capita spesso, quando mi presento la prima volta a un imprenditore o professionista come consulente patrimoniale, di trovarmi davanti un’espressione che oscilla tra curiosità e perplessità. Questo perché da tempo si è preso dimestichezza con la figura del consulente finanziario, ma sentire l’espressione “consulente patrimoniale” è ancora una novità.

Dal mio punto di vista è un salto di qualità obbligato, visto il contesto complessivo di cambiamento che stiamo vivendo. Cambiamento non solo normativo, (Mifid, Basilea III, PSD2), ma anche geopolitico, demografico, senza dimenticare la questione immobiliare.

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