Point of View

Primo mese di pandemia

03/04/2020

RESPONSABILE INVESTMENT CENTER LIFE BANKER

Il bilancio del «primo mese pandemico» sui mercati finanziari non ha precedenti nella storia della finanza. Se nel crollo di Wall Street del 1929 – il grande crack finanziario che ancora oggi rappresenta nell’immaginario collettivo la bolla delle bolle – gli indici impiegarono 42 giorni prima di perdere il 20% rispetto ai massimi storici, questa volta hanno impiegato appena 16 giorni.

A conti fatti l’S&P 500, l’indice azionario più importante e per certi versi meno attaccabile al mondo, ha perso nell’ultimo mese il 31% in valuta locale, in linea con i principali mercati azionari globali.

Molto negativi i listini azionari europei, anche perché l’Europa è in questo momento considerata il nuovo epicentro del contagio, dato che i nuovi numeri targati Covid-19 che arrivano dall’Asia sono incoraggianti e tracciano una brusca inversione della curva di contagi e decessi.

Sul fronte obbligazionario, in forte ribasso i bond high yield in Europa e negli Usa. Un calo dovuto anche alla caduta del petrolio, con il WTI che da inizio mese ha perso il 58%. La nuova battaglia sui prezzi innescata dall’Arabia Saudita potrebbe avere gravi ripercussioni sulla sopravvivenza dello shale oil americano, le cui società costituiscono una parte sostanziale dell’indice dei bond high yield negli Usa.

Il flusso di liquidità in uscita dai mercati azionari si è concentrato verso i Treasury Americani che hanno toccato i loro minimi storici e sui Bund, tornati vicino ai livelli toccati ad agosto 2019.

La ricerca di sicurezza ha penalizzato le emissioni della periferia che hanno allargato in modo significativo, soprattutto in Italia e Grecia.

La forte volatilità a cui abbiamo assistito in queste settimane è stata alimentata dalla velocità con cui l’epidemia si è estesa a livello globale, costringendo l’OMS a dichiarare che l’epidemia da Covid-19 si è trasformata in pandemia (ormai interessa oltre 120 paesi), e dall’impatto che l’emergenza sanitaria potrà avere sull’economia globale.

In un primo momento, soprattutto da un punto di vista sanitario, i principali paesi colpiti da coronavirus hanno scelto strategie di contrasto diverse. Solo la presa di coscienza della gravità della situazione ha convinto le istituzioni a muoversi con azioni coordinate, soprattutto dal punto di vista finanziario.

Il 16 marzo i rappresentanti del G7 si sono riuniti provando a gettare le basi per dettare una linea comune e da qui le autorità politiche stanno facendo del loro meglio per ripristinare la fiducia. Da un lato, con le misure necessarie sul piano sanitario e dall’altro utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione in termini di politiche economiche.

In particolare, la BCE ha ampliato le dimensioni del suo programma di acquisto di obbligazioni (QE, quantitative Easing) di 750 miliardi di euro affermando che, se necessario, questa dimensione già enorme potrebbe essere ulteriormente aumentata. Acquisterà titoli pubblici, compresi quelli greci, e privati. Ha esteso inoltre il programma di acquisto alla carta commerciale e alla lista delle garanzie ammissibili.

Lo stesso ha fatto la Federal Reserve statunitense, che dopo uno stanziamento di 700 miliardi di dollari è nuovamente intervenuta rendendo illimitati gli acquisti di titoli di Stato Usa e di titoli emessi da agenzie sui mutui.

L’obiettivo comune è ridurre al massimo l’impatto della chiusura totale delle attività sull’economia e sull’occupazione globale.

Il rischio più serio e meglio identificato è che possa mancare nel breve termine la liquidità necessaria per le imprese a causa del calo temporaneo dell’attività (in molti casi chiusura), mentre la solvibilità a medio termine resterebbe buona.

Se le aziende non riuscissero a trovare finanziamenti di breve termine dovrebbero far fronte al fallimento, che a sua volta potrebbe generare un effetto valanga, con implicazioni importanti anche a livello occupazionale.

Lo scenario a breve termine resta incerto, poiché di fronte alla pandemia il lato emotivo prevale e il diffondersi di timori tra gli investitori porta spesso a compiere scelte istintive e non sempre basate su dati oggettivi.

Probabilmente il catalizzatore della ripresa arriverà dall’intervento coordinato che le banche centrali stanno già mettendo in atto per limitare le pressioni sulla liquidità e ridurre l’impatto sull’economia reale.

Va da sé che le banche centrali dovranno essere supportate da interventi altrettanto importanti da parte dei governi che potranno aiutare l’economia con politiche fiscali accomodanti.

Nelle prossime settimane i mercati azionari saranno probabilmente caratterizzati da un’alta volatilità, guidata dalle decisioni delle istituzioni in tema di politiche monetarie e fiscali, dalle risposte dei paesi alla diffusione del virus e dagli effetti delle misure di contenimento della pandemia sull’economia reale.

I profitti delle imprese saranno rivisti al ribasso in molti settori, in particolare quelli legati al commercio internazionale (compagnie aeree, turismo, ristorazione, ecc.) e tutti coloro che hanno catene di produzione internazionali in cui il peso della Cina è importante. Anche il settore petrolifero sarà molto colpito dal crollo dei prezzi del petrolio.

L’enorme massa di liquidità immessa sul mercato dovrebbe favorire in un primo momento un recupero dei mercati azionari e solo in un secondo momento l’economia reale.

Da un punto di vista sociale dobbiamo prendere atto del fatto che, una volta finita questa prima fase di contenimento dei contagi, inizierà una seconda fase che potremmo chiamare “nuova normalità”.

Spazi e modalità di interazione tra le persone dovranno obbligatoriamente seguire nuove regole, l’uso massivo e continuativo di strumenti di “difesa” come guanti monouso e mascherine saranno all’ordine del giorno sia per gli adulti sia per i ragazzi che riprenderanno le scuole.

Probabilmente verrà rivisto il modello, ultimamente molto diffuso, dell’open space negli uffici, con modelli di turnazione tra persone che lavorano da casa e persone che lavorano in ufficio con distanze di sicurezza adeguate. Lo stesso accadrà per le catene di montaggio distanziando le persone e rivedendo i processi.

Che risposta possiamo dare alla domanda: “quando tutto tornerà come prima?” La mia personalissima risposta è quando potremo tornare a vedere dal vivo un concerto del nostro cantante preferito, e tutto questo lo avremo solo a seguito di un vaccino.

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