Point of View

Gestire i propri averi in sicurezza

30/05/2018

TEAM MANAGER
LIFE BANKER BNL - BNP PARIBAS | BOLOGNA

Una recente sentenza di cassazione (10333/2018) ha avuto un riscontro mediatico tale da indurre l’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) a intervenire con un comunicato per chiarire la natura assicurativa delle polizze. Risparmiatori e addetti ai lavori, giornalisti e opinionisti si dividono, infatti, in detrattori e sostenitori. I primi interpretano questi strumenti come mero aggravio di spese a carico del risparmiatore, i secondi ne promuovono i numerosi vantaggi. Il mondo delle polizze è vastissimo, fra le più comuni troviamo le Polizze Finanziarie (Unit e Index Linked), che potremmo definire come contenitori di altri strumenti (Fondi, Sicav – d’ora in avanti: OICR). Destinando una piccola parte del “premio” versato a una copertura assicurativa (vita/morte), questi acquisiscono lo status di “polizze” con alcuni importanti benefici.

Ovviamente un prodotto con caratteristiche e benefici aggiuntivi presenta costi aggiuntivi. Tali costi sono giustificati e accettati se il prodotto intercetta un’esigenza specifica. Va rilevato, a onor del vero, che alcuni operatori di mercato hanno utilizzato formule poco ortodosse per aumentare la loro redditività causando un danno economico ai risparmiatori e un problema di reputazione al prodotto, che per tale motivo è stato spesso oggetto di attenzione da parte dei detrattori.

Analizziamo alcuni dei numerosi benefici che le Polizze Finanziare possono offrire.

  • Ottimizzazione fiscale:

gli OICR classici hanno un handicap di natura fiscale. Un Fondo o una Sicav, se venduti in perdita, generano una minusvalenza; quest’ultima non può compensare eventuali plusvalenze derivanti da altri OICR. All’interno di una Polizza, gli OICR favoriscono compensazione anche rispetto a strumenti diversi. Dal punto di vista fiscale, ciò che è rilevante è il valore versato e quello riscattato, indipendentemente dai risultati ottenuti dai singoli strumenti in essa contenuti. Facciamo un esempio: investiamo 10.000,00 € ripartiti in 2 Sicav Azionarie (5k€ nella Sicav A e 5k€ nella Sicav B). La Sicav A ottiene un rendimento del +30% (1.500,00 €) la Sicav B l’esatto opposto (-30%). Se acquistate in Polizza, i due valori si compensano, quindi avremo sempre 10.000,00 €. Se acquistate su Dossier titoli classico, sulla plusvalenza della Sicav A pagheremo l’imposizione fiscale (1.500 – 26% circa) non compensando la minusvalenza riportata dalla Sicav B, quindi nello stesso periodo e con gli stessi strumenti avremo una perdita di circa 390,00 €, che sul controvalore investito è il 3,9%.

  • Pianificazione successoria:

le polizze hanno “dignità testamentaria”, ovvero lo stesso valore legale del testamento. Il contraente (che spesso coincide con l’assicurato) può indicare uno o più beneficiari caso morte, anche estranei al nucleo familiare. Fuori dall’asse ereditario, le polizze conferiscono ai beneficiari un “diritto proprio” e non un “diritto ereditario”, consentendo così il risparmio di eventuali tasse di successione e rendendo possibile trasferire la propria ricchezza finanziaria in completa esenzione fiscale.

Hanno carattere di “segretezza”. Consentono di trasferire ricchezza a non eredi in modo discreto, evitando liti e malumori. Gli eredi, se non beneficiari, non hanno il diritto di ottenere informazioni, come ad esempio conoscere il controvalore del lascito o l’identità del beneficiario, se non con l’autorizzazione di un giudice, che la concederà solo qualora fossero state lese le quote di legittima.

I tempi di riscatto in caso di morte dell’assicurato sono molto ridotti (al massimo un mese).

Alcuni di questi strumenti consentono il “differimento del beneficio” e anche questa è una caratteristica da non sottovalutare.

In conclusione, l’attenzione andrebbe riposta sull’esigenza e sul servizio. Se il prodotto viene comunicato come semplice strumento finanziario è perdente in partenza, ma se nell’analisi approfondita dei bisogni del cliente il consulente rileva specifiche esigenze, lo strumento diventa “risolutore”, l’addetto ai lavori “consulente” e il risparmiatore un “attore protagonista”.

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